24 Gennaio 2020
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Da un articolo di Alessandra Fiorilli su  emozionamici.it/

Ogni fascia d’età presenta aspetti peculiari, da un punto di vista ormonale, che richiedono una dieta specifica.

Dieta…quante volte abbiamo letto e sentito questa parola e quante volte è stata associata a un regime alimentare sinonimo di privazione e talvolta persino di “fame”: tale termine, invece, è da leggere nel suo aspetto etimologico per comprenderlo completamente.

“Dieta” deriva dal greco “daita” e significa regime di vita che ha come suo pilastro un’alimentazione sana ed equilibrata avente come obiettivo il benessere a la salutenon dimenticando del tutto i piaceri della buona tavola.

Come già accennato all’inizio, un regime sano ed equilibrato è indicato ad ogni età, ma ci sono delle fasce o delle condizioni che ne richiedono uno ancora più specifico: è il caso dei bambini, degli adolescenti, delle donne in gravidanza, in allattamento  o in menopausa, degli anziani ma anche di coloro che sono in sovrappeso o obesi o di chi è affetto da particolari patologie.

Anche gli sportivi o chi segue un regime alimentare vegetariano o vegano ha necessità di seguire un’alimentazione specifica.

Dei vari aspetti di una dieta, con un’ attenzione rivolta a quella per la Terza Età, ne parliamo con il Dottor Rolando Alessio Bolognino, Biologo Nutrizionista, Professore al Master in Scienze della Nutrizione e Dietetica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Professore al Master in Medicina Oncologica Integrata presso l’Università degli Studi di Roma “Guglielmo Marconi”, Istruttore di protocolli Mindfulness per la riduzione dello stress. Autore di libri ed esperto scientifico sulle reti nazionali, nelle trasmissioni “Uno Mattina”, “La Prova del cuoco”, “Buongiorno Benessere” su RAI 1, su “Tutta Salute” su RAI 3, Rete 4, LA7,  Sky.

L’anziano, fino alla metà del secolo scorso, era il nonno che, terminata la sua attività lavorativa, era a casa, quasi del tutto privo di interessi e che si accontentava di non aver malattie per dire di star bene.

Ma il benessere, oggi, è fatto di tante sfaccettature e non è più, fortunatamente, solo assenza di patologie, ma è un discorso che spazia dall’alimentazione all’attività fisica.

Per questo parliamo con il Dottor Bolognino dello stile di vita da tenere nella Terza Età.

Molti anziani hanno la tendenza a dimagrire, per disturbi legati alla masticazione o al gusto, ad esempio, o ad ingrassare, spesso per sedentarietà e assenza di attività fisica. E’ per questo che bisogna valutare attentamente, anche per l’anziano, i bisogni reali dell’individuo e le necessità. Come discorso molto generale sull’alimentazione, possiamo dire che eliminare cibi dalla dieta, a meno che non ci sia una patologia che lo richieda, non è mai un bene”.

L’anziano che vuole vivere bene la sua età: “Deve fare pasti piccoli e frequenti: mangiare per prevenire la fame, questa è la parola d’ordine. Così come è importante bere molto prima ancora che arrivi la sete, perché a quel punto c’è persino il rischio di disidratazione”.

Con il passare degli anni, ciascuno di noi, inevitabilmente, va incontro ad una perdita di massa muscolare “Perdiamo ogni anno tra lo 0,1 o lo 0,4 % del muscolo, e questo fenomeno prende il nome di sarcopenia. E’ inevitabile, ma possiamo tutelarci mangiando bene e cercando di modificare lo stile di vita”.

A tal proposito, il Dottor Bolognino fa un distinguo tra: Vita attiva, quindi muoversi a piedi, salire le scale, passeggiare in bicicletta” Attività sportiva, caratterizzata da un inizio e da una fine dell’allenamento e da un’intensità di lavoro programmata”.

Per la Terza Età, specie le donne, molto indicate sono : “Yoga, pilates, posturale, attività dolci che favoriscono comunque l’allungamento e la tonicità muscolare”.

Il sesso femminile deve fronteggiare, infatti, con il passare degli anni anche l’osteoporosi: Lo stadio precedente all’osteoporosi è quello dell’osteopania, ovvero la perdita di calcio da parte delle ossa. Per rallentarne il processo, anche in questo caso, a fare la differenza è il movimento, ovvero portare il carico sull’osso stimola quest’ultimo a trattenere il calcio e rimanere elastico. Quando il calcio, invece, non viene trattenuto dalla matrice ossea questa cristallizza divenendo fragile”.

Tornado alla dieta per la Terza Età, Il primo alimento magico è l’acqua oligominerale con residuo fisso (la  quantità di minerali disciolti) tra i 100 e i 200 mg/l “

Attenzione al latte, spesso non sufficiente per contrastare l’osteoporosi: “In realtà ho più successo quando tolgo il latte dalla dieta che quando lo inserisco. Al suo posto è da preferire lo yogurt, più digeribile e che ci permette di assumere calcio durante gli spuntini, quindi a metà mattina o a metà pomeriggio.”

Bene anche i: Formaggi magri, con una percentuale di grassi tra il 10 e il 12%, quale la ricotta di mucca o un buon formaggio stagionato come il parmigiano, ottimi come scelta per un secondo”.

Il cibo non è solo una necessaria fonte di sostentamento, ma ha un potere ancora poco conosciuto: “Occupandomi di nutrizione oncologica, ho potuto constatare come modificando la propria alimentazione, andando a preferire alcuni alimenti specifici durante la chemioterapia escludendone alcuni, consenta al paziente di ridurre drasticamente gli effetti negativi quali la nausea e il vomito”.

L’alimentazione è anche da considerarsi, quindi come: Cura e prevenzione”, tanto che “Alcuni tipi di tumorecome quello del colon e del seno hanno un rapporto fino al 70% con il cibo”.

E per quanto attiene all’uso di integratori, il Dottor Bolognino così si esprime:   “E’ da considerare solo se necessario. Assistiamo oggi a un fenomeno particolare: siamo una società alla ricerca del “senza”: glutine, lattosio, zucchero, grassi. Paghiamo di più per avere meno! E poi andiamo continuamente alla ricerca di integratori! L’eventuale uso di integratori è da valutare caso per caso”.

La dieta equilibrata: “Con alimenti di stagione è il toccasana per qualsiasi fascia di età e agli anziani:E’ consigliato assumere proteine in piccole quantità e facilmente digeribili. Quindi bene carne magra e sottile, pesce azzurro, uova purché siano di classe 0/1 (quindi allevate a terra), legumi. Ogni giorno poi consiglierei di inserire una centrifuga/estratto di verdura quali finocchio, carota, rapa, crescione, broccolo, spinacio, zenzero e un frutto, per rendere il sapore più gradevole”.

Al termine dell’intervista ringrazio il Dottor Bolognino non solo per i suoi preziosi consigli, ma soprattutto per la chiara incisività del suo messaggio, forte di una competenza in campo della nutrizione, ma soprattutto di una grande  passione per il proprio lavoro.

E grazie perché il Dottor Bolognino ci ha fatto comprendere come siano poche, ma fondamentali le regole da seguire per stare in salute.

Perché la vita, se non afflitta da patologie, è bella, ricca, piena, a qualsiasi età.


28 Ottobre 2019
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Da un articolo di Livia Parisi.

Via libera a brodi, zuppe di zucca, carciofi, kiwi, melograni e broccoli: per prepararsi al meglio all’arrivo della stagione fredda, con i raffreddori e i malanni che porta con sé, sono questi gli alimenti di stagione che non dovrebbero mancare sulla tavola di chiunque, e soprattutto degli anziani, i più soggetti a malnutrizione. A fornire loro consigli utili per accogliere l’autunno con un apparato immunitario in buona salute è Rolando Bolognino, biologo nutrizionista e docente del master di nutrizione umana presso l’università Sapienza di Roma. Perché, spiega “un organismo in salute si difende meglio dall’attacco di batteri e virus”.

Prima di tutto, bere di più: ” il 60 – 70% degli anziani non beve a sufficienza, rischiando non solo la disidratazione e affaticamento dei reni, ma anche malassorbimento dei nutrienti“, chiarisce Bolognino. Nell’acqua infatti sono disciolti minerali e vitamine preziosi.

Fare attenzione all’assunzione di farmaci: “se autoprescritti o presi saltuariamente, come spesso capita, alterano il ph dello stomaco“. Infiammando le mucose, rendono la digestione più lenta e difficoltosa.

Aumentare l’apporto di vitamine contenute in frutta e verdure (soprattutto se crude): spesso si sacrificano per problemi di masticazione. In questo caso “sono consigliabili centrifughe o estratti, anche perché eliminano il problema della fermentazione nell’intestino e dei fastidi connessi“.

Diminuire i condimenti: “nell’anziano sono assunti in eccesso per via di una ridotta sensibilità delle papille gustative“. Meglio sostituire dado e olio di cottura eccessivo con aglio, cipolla e peperoncino, che contengono acido acetilsalicilico (come l’aspirina) e hanno potere antinfiammatorio.

Pasti troppo o troppo poco calorici: “solo un over 65 su tre è nutrito correttamente“, secondo Bolognino. Tra quelli in sovrappeso, il consiglio è diminuire carni rosse, pane e pasta e zuccheri semplici di dolciumi e frutta. Per problematiche psicosociali (solitudine, problemi economici) o propriamente odontoiatriche, spesso, però, il problema è opposto. “In questo caso – conclude – si può risolvere con pasti più frequenti a base di cibi ad alta densità calorica, come cachi, patate o legumi. Questi ultimi, magari passati e uniti al riso, sono ottima fonte di proteine“.

Dall’esperto, inoltre, il promemoria dei cibi stagionali, possibili alleati con funzione antiraffreddore: kiwi che contiene moltissima vitamina C per aumentare le difese immunitarie, così come il pompelmo che ha anche la naringenina, utile contro le malattie cardiovascolari. Melograno ricco di vitamina C, K, A, D e zucca, ricchissima di carotenoidi, antiossidanti naturali. I carciofi fonte di potassio, buoni per il cuore e con altissimo potere digestivo grazie alla cinarina, che favorisce la secrezione di acidi biliari. Infine, noci ricche di vitamina E e broccolo, per quelle del gruppo B. Un consiglio valido per tutte le stagioni è di usare limone su carne e insalata: il suo contenuto di vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro.


19 Settembre 2019
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Sin da bambini ci raccomandano di bere latte tutti i giorni per assicurare all’organismo un’adeguata assunzione giornaliera di calcio. Ma è davvero il latte l’unico alimento da cui si può assumere questo elemento? E quali sono i meccanismi che ne regolano l’assorbimento?

Latte e derivati sono senza dubbio i cibi caratterizzati da una maggiore concentrazione di calcio (120 mg per 100 ml di latte, 1100 mg in 100 g di parmigiano). Tuttavia, attenzione ai formaggi ad elevato tenore lipidico: è stato dimostrato che un quantitativo di grassi più consistente ne interferisce con l’assorbimento, dando vita a saponi insolubili escreti con le feci. Dal punto di vista della biodisponibilità del calcio, quindi, i formaggi magri sono sicuramente migliori.


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Negli ultimi anni, tra le più comuni strategie nutrizionali adottate nell’ottica della perdita di peso, è divenuto sempre più diffuso il modello iperproteico, abbracciato molto spesso senza alcuna reale necessità e con noncuranza degli effetti collaterali che ne derivano.

Ammaliati dalla rapidità con cui si realizza il calo ponderale rispetto ad una normale dieta bilanciata ed equilibrata, come ad esempio quella mediterranea, molte persone, desiderose di buttar giù qualche kg di troppo, si sono rifugiate in questa impostazione dietetica che prevede un apporto di proteine pari a 1,8-2,2g\kg di massa corporea, invece delle raccomandazione dell’OMS e del Ministero della Salute di 0,8-1,2 g\kg di massa corporea in grado di soddisfare già così il 15-20% del fabbisogno giornaliero personale. Inoltre, in concomitanza a questa tendenza dell’esaltazione del modello proteico si è assistito ad una demonizzazione assurda e “favolistica” dei carboidrati. Occorre far chiarezza e fornire una visione obiettiva su ciò che realmente viene proposto dalla realtà commerciale e dalle tendenze del momento in questa eterna corsa che vede la “magrezza” al traguardo, dimenticando troppo spesso che la dieta dovrebbe nutrire la salute e non le patologie!


23 Luglio 2019
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Pranzare con il gelato: scelta corretta o errore nutrizionale?

Re indiscusso del periodo estivo è senza dubbio il gelato, apprezzato da grandi e piccoli come sollievo dalla calura di questa stagione e gratificazione del palato.

In estate, soprattutto al mare o in pausa al lavoro, c’è la tendenza a sostituire il pranzo unicamente con questo alimento, piuttosto che consumarlo come spuntino. Sbrigativo, fresco e goloso…ma è nutrizionalmente corretto?


16 Maggio 2019
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Corretta alimentazione e sport sono due anelli della catena del benessere di cui uno rafforza l’altro!

L’alimentazione corretta, quella che si basa sul corretto equilibrio di carboidrati, proteine e grassi, con quantità moderate di proteine animali e grande spazio a frutta, verdura cotta e cruda (leggi dieta mediterranea) e attività fisica programmata agiscono come un farmaco sia di prevenzione che di cura verso tante patologie tra cui anche le malattie oncologiche.

Numerose evidenze scientificamente validate dimostrano che l’inattività fisica è causa rilevante dello sviluppo di malattie cardiocircolatorie, obesità, diabete, depressione, diversi tipi di tumori e della non autosufficienza dell’anziano. L’attività fisica non solo previene queste malattie, ma ne costituisce una forma di terapia: per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda a tutti un livello sufficiente di attività fisica settimanale.


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Secondo l’OMS per soddisfare il nostro bisogno giornaliero di vitamine e sali minerali, si rende necessario un consumo di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

Tuttavia, sembra diventare sempre più difficile introdurre questi alimenti nei pasti o negli spuntini, soprattutto fuori casa, dove le scelte alimentari offerte sono solitamente poco salutari (basti pensare ai piccoli scaffali vicino le casse dei bar strabordanti di snack, dolciumi, cioccolate…un concentrato di zuccheri semplici raffinati e grassi a portata di mano!).  Gradualmente (e lentamente) in molti locali sta prendendo piede l’utilizzo di estrattori e centrifughe, un ottimo compromesso per chi si trova spesso in giro e vuole strizzare l’occhio ad uno stile di vita sano senza penalizzare il gusto. Può essere comodo acquistare uno di questi elettrodomestici anche per la propria casa. Consumare un estratto energizzante a colazione è un ottimo modo per affrontare al meglio la giornata e iniziare a rifornire il proprio organismo di micronutrienti (vitamine e sali minerali).


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Nella “Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla“, giornata di prevenzione dei Disturbi della Nutrizione e Alimentazione (DNA), per parlare di “moda delle diete e diete alla moda” , di cibo “stellato”, della ristorazione collettiva nazionale, della Fisiologia della Nutrizione e della sua regolazione emotiva e tanto altro. Un incontro con personaggi di grande spessore per creare un filo comune sul tema del disturbo dell’alimentazione. Incontro presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli del 15 marzo 2019.


1 Febbraio 2019
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Più di una camminata, il Nordic Walking è una disciplina sportiva che coinvolge il 90% della muscolatura corporea, assicurando numerosi benefici a chi lo pratica: aiuta a perdere peso, migliora il sistema circolatorio e anche la capacità di assimilazione del calcio. Ecco le regole di sana alimentazione per praticarlo al meglio

COS’È IL NORDIC WALKING

Nato inizialmente come allenamento estivo per chi praticava sci di fondo, il Nordic Walking è diventato una vera e propria disciplina sportiva a partire dal 1997. Si tratta essenzialmente di una camminata da compiere con dei bastoni sviluppati appositamente per questo sport: il loro utilizzo non ha la funzione di sostenere il passo, bensì quello di spingerlo. I bastoni sono provvisti di un laccio per facilitare l’impugnatura e di una punta che si adatta bene al suolo. La giusta tecnica si basa sull’alternanza del movimento di braccia e gambe(braccio sinistro-gamba destra, braccio destro-gamba sinistra) spingendo sincronicamente sui bastoni, portati avanti con movimenti rettilinei. Ogni volta che le mani vengono portate dietro, devono aprirsi e rilasciare il bastone. Il passo deve essere leggermente più lungo di quello di una camminata normale, e deve iniziare poggiando prima il tallone e poi la punta (rullata). Occorre sempre mantenere gli addominali contratti mentre si compiono i movimenti, e ricordare di portare il corpo leggermente in avanti.


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