21 Gennaio 2021
Sarcopenia-1.png

Il termine sarcopenia deriva dal greco e tradotto in italiano sta letteralmente per:” assenza di carne”.

La sarcopenia, infatti, è una condizione che si manifesta con una graduale diminuzione della massa muscolare e di conseguenza con una ridotta capacità di svolgere tutte quelle attività, anche quotidiane, in cui è richiesto lavoro muscolare. Questa capacità, con il progredire del tempo e della malattia, diviene sempre più limitata.

La perdita di massa muscolare dovuta all’invecchiamento registra una prevalenza del 5-13% nella popolazione di età compresa tra i 60 e i 70 anni, e dell’11-50% nella popolazione di età superiore agli 80 anni.

C’è da dire però che la perdita di massa muscolare è un evento, per alcuni versi, fisiologico che va di pari passo con l’invecchiamento e che riguarda, nella stessa misura, uomini e donne, a partire dai trenta anni di età.

Infatti, nell’invecchiamento il muscolo viene lentamente sostituito da tessuto adiposo (grasso), le giunzioni tra fibre muscolari e nervose (giunzione neuromuscolare) tendono a degenerare, lo stress ossidativo a carico delle fibre muscolari aumenta.


8 Gennaio 2021
PRODOTTI-VEGETALI.-COSA-METTIAMO-A-TAVOLA.png

Dall’analisi dei dati forniti da Eurispes, emerge un aumento delle persone che hanno deciso di dare alle proprie abitudini alimentari una svolta “veg”.

Ad oggi, infatti, circa il 6,7% della popolazione italiana è vegetariano, mentre il 2,2% vegano.

Questi numeri acquisiscono un maggiore significato se confrontati con l’indagine condotta nel Rapporto Vegan Italia Osservatorio VEGANOK 2017, in cui a scegliere l’alimentazione a base vegetale era circa il 2,6% degli abitanti del Belpaese.

Il mercato ha, di conseguenza, adattato la sua produzione all’esigenza di questa nuova fetta di popolazione, proponendo alternative che non prevedano l’utilizzo di ingredienti di origine animale.

Sempre più di frequente, infatti, nei banchi frigo e sugli scaffali dei supermercati compaiono prodotti vegetariani e vegani: valutandone pro e contro, è possibile comprendere le modalità attraverso cui inserire le alternative vegetali all’interno di un’alimentazione quotidiana, con lo scopo di salvaguardare e migliorare il nostro stato di salute (senza entrare in merito al discorso etico).


28 Dicembre 2020
Microbiota-la-nuova-frontiera-della-salute.png

Come la prendereste se vi dicessero che nel nostro corpo risiede un organo che non è presente in alcun libro di anatomia umana?

Oltre ad avere un suo peso specifico, svolge un ruolo indispensabile per garantire lo stato di salute dell’organismo, assolvendo a funzioni di carattere digestivo ed immunitario, oltre ad essere impegnato nella sintesi di alcune vitamine.

Stiamo parlando del microbiota: l’insieme di microrganismi che popolano i vari distretti del nostro corpo, a partire dalle vie aeree superiori (naso, bocca), fino a giungere all’intestino e agli organi genitali (da non confondere con il microbioma: totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota).


10 Dicembre 2020
SPORT-DEPRESSIONE-E-COVID.png

Praticare sport dovrebbe essere tra i punti fermi della giornata di ciascuno di noi.

L’attività sportiva, al pari della sana alimentazione, rappresenta una delle strategie utili al mantenimento del buono stato di salute e del benessere non solo fisico, ma anche psicologico

Chiunque abbia sperimentato una sessione di allenamento, più o meno intenso, conosce la sensazione di pace mista a soddisfazione provata in seguito ad essa. Il segreto di questa percezione risiede in un mix di sostanze capaci di infondere benessere, felicità ed appagamento. Lo testimoniano gli scienziati da sempre impegnati nella comprensione delle relazioni profonde esistenti tra sport e sistema nervoso.


16 Novembre 2020
CONSUMATORI-CONSAPEVOLI...UNA-QUESTIONE-DI-ETICHETTA.png

Buoni, puliti, sani: questi sono i tre aggettivi che dovrebbero contraddistinguere tutti gli alimenti che acquistiamo.

Ma, come affermo nel libro “Nutrire la salute con la dieta mediterranea”, citando il poeta e scrittore Wendell Berry, la gente è nutrita dall’industria alimentare che non si interessa della salute.

Industria alimentare che ha come unico scopo quello di creare cibi dolci, grassi e salati al punto giusto, per permetterci di raggiungere il tanto ambito Bliss Point, ovvero il punto di massima beatitudine che rende i prodotti industriali irresistibili e noi, di conseguenza, ogni giorno un po’ più dipendenti da essi.


Certo, destreggiarsi tra le corsie dei supermercati non è semplice, con scaffali colmi di confezioni coloratissime, immagini invitanti e offerte vantaggiose, soprattutto se quando andiamo a fare la spesa avvertiamo anche un po’ di fame!

Per non ritrovarci con il carrello pieno di prodotti ricchi di grassi saturi e ipercalorici (e magari anche inutili), cosa possiamo fare?

Imparare a leggere bene le etichette presenti sulle confezioni dei prodotti che desideriamo acquistare è un atto di fondamentale importanza che può cambiare completamente il nostro ruolo di consumatori.  Sviluppare il giusto senso critico, necessario ad interpretarle, ci trasforma da clienti passivi a protagonisti consapevoli delle nostre scelte alimentari.


2 Ottobre 2020
Giornata-mondiale-dell-alimentazione.png

L’autunno è da sempre la stagione dei buoni propositi, che consistono spesso nel tentare di riscoprire le corrette abitudini della tavola di cui ci si è dimenticati durante le vacanze e accompagnati dalla volontà di riprendere l’attività fisica abbandonata nei mesi estivi a causa delle torride temperature.

Proprio in questo periodo dell’anno, precisamente il 16 Ottobre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Nello stesso giorno , nel 1945 in Canada, si riunirono 42 paesi fondando l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) con lo scopo di mettere in piedi un piano di azione volto a migliorare la condizione di malnutrizione nel mondo.


Nella parte del globo in cui viviamo non conosciamo la fame, la sofferenza data dalla mancanza o dalla poca disponibilità di cibo, piuttosto ci troviamo a fronteggiare il problema diametralmente opposto: l’obesità.

Gli ultimi dati forniti dall’Istat nell’anno 2016 riportano che nel Belpaese un adulto su 10 è obeso, mentre i numeri raccolti in riferimento al biennio 2017-2018 ci comunicano che il 25,2% della popolazione di 3-17 anni risulta essere in eccesso di peso, percentuale che aumenta in modo significativo passando dal nord al sud.


6 Settembre 2020
Blu-Scuro-Tenda-Foto-Campeggio-Grandi-Spazi-Aperti-Post-di-Facebook.png

Nell’ambito della gestione della pandemia da Coronavirus che da qualche tempo ci troviamo a fronteggiare, sono state individuate sin da subito le misure da adottare per contenere il contagio, in modo tale da evitare di diffondere tra più persone questo pericoloso microrganismo.

Chi è obeso e/o soffre di diabete riporta un peggior esito della malattia.

L’alimentazione e lo stile di vita sono i farmaci migliori per prevenire e curare queste problematiche.

Così come abitudini alimentari sbilanciate possono condurre ad un’alterata deposizione di tessuto adiposo, responsabile di instaurare uno stato infiammatorio che aumenta il rischio di contagio da CoViD-19, una nutrizione equilibrata è in grado di fornire il giusto apporto all’organismo in termini di micronutrienti necessari a supportare le difese immunitarie, in modo tale da rappresentare una marcia in più nella lotta alle infezioni.


14 Luglio 2020
Blu-Scuro-Tenda-Foto-Campeggio-Grandi-Spazi-Aperti-Post-di-Facebook.png

Da un articolo di Alessandra Fiorilli su  emozionamici.it/

L’adolescenza, questa fase di transizione che rappresenta l’anello di congiunzione tra l’infanzia e l’età adulta, è  un momento nel quale si deve prestare attenzione anche all’alimentazione.

Come nutrirsi durante l’adolescenza e quali accorgimenti usare per trovarsi, negli anni a seguire, in salute e in forma?

Ne parliamo con il  Dottor Rolando Alessio Bolognino, Biologo Nutrizionista, Professore al Master in Scienze della Nutrizione e Dietetica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Professore al Master in Medicina Oncologica Integrata presso l’Università degli Studi di Roma “Guglielmo Marconi”, Istruttore di protocolli Mindfulness per la riduzione dello stress. Autore di libri ed esperto scientifico sulle reti nazionali, nelle trasmissioni “Uno Mattina”, “La Prova del cuoco”, “Buongiorno Benessere” su RAI 1, su “Tutta Salute” su RAI 3, Rete 4, LA7,  Sky.


26 Maggio 2020
Blu-Scuro-Tenda-Foto-Campeggio-Grandi-Spazi-Aperti-Post-di-Facebook-1.png

Affermare che la dieta possa agire in termini di prevenzione delle più disparate patologie è ormai riconosciuto universalmente. Naturalmente sono indubbio i miglioramenti anche in termini estetici…ma oltre a diminuire cellulite, girovita e la massa grassa, i benefici derivanti da una alimentazione sana si registrano anche a livello di capelli e unghie.

Gli annessi cutanei appena menzionati sono entrambi costituiti da cellule biologicamente morte, denominate corneociti, ripiene di cheratina.

Questa proteina possiede una struttura fibrosa ed è estremamente ricca in amminoacidi solforati (come metionina e cisteina), in grado di conferire resistenza e rigidità ad unghie e capelli.

Sebbene fattori esogeni come stress, farmaci, trattamenti chimici o fisici possano indebolire la struttura cheratinica, il processo di deposizione della matrice proteica è finemente regolato da ormoni e risente della disponibilità di macro e micronutrienti.

Come suggerisce l’espressione “annessi cutanei”, è proprio dalla cute, quindi dalla parte viva, che originano e traggono sostentamento, e per questo motivo e bene trattare problemi quali il diradamento del cuoio capelluto e l’estrema fragilità ungueale dall’interno dell’organismo.


13 Maggio 2020
Blu-Scuro-Tenda-Foto-Campeggio-Grandi-Spazi-Aperti-Post-di-Facebook.png

Chi veste i panni del nutrizionista sa bene quanto sia fondamentale comprendere l’obiettivo che si pone chi ha seduto di fronte: perdita del peso, ricomposizione corporea, impostare delle sane abitudini alimentari…  

Per noi professionisti, qualunque sia lo scopo prefissatosi dal paziente, la salute resta sempre al primo posto.

Proprio per questa ragione, l’attenzione che si pone non si ferma mai unicamente alle abitudini della tavola, ma si cerca di andare oltre, raccogliendo più informazioni possibili sullo stile di vita della persona.

La dieta, infatti, è il principale fattore coinvolto nella determinazione del peso corporeo, in particolare del rapporto tra tessuto magro e grasso, ma non è l’unico!

Particolari stati patologici, livelli di stress e sedentarietà concorrono anch’essi nella modulazione della composizione del corpo, e vengo molto spesso trascurati da chi si prefigge lo scopo di veder calare il numero che appare sulla bilancia.

In particolare, nei termini di uno stile di vita che strizzi l’occhio alla salute, il discorso sulla sfera nutrizionale risulta imprescindibile dall’attività fisica.


Articoli recenti

Prenota una visita

Rolando Alessio Bolognino - MioDottore.it