ESTRATTI E CENTRIFUGATI

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Secondo l’OMS per soddisfare il nostro bisogno giornaliero di vitamine e sali minerali, si rende necessario un consumo di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

Tuttavia, sembra diventare sempre più difficile introdurre questi alimenti nei pasti o negli spuntini, soprattutto fuori casa, dove le scelte alimentari offerte sono solitamente poco salutari (basti pensare ai piccoli scaffali vicino le casse dei bar strabordanti di snack, dolciumi, cioccolate…un concentrato di zuccheri semplici raffinati e grassi a portata di mano!).  Gradualmente (e lentamente) in molti locali sta prendendo piede l’utilizzo di estrattori e centrifughe, un ottimo compromesso per chi si trova spesso in giro e vuole strizzare l’occhio ad uno stile di vita sano senza penalizzare il gusto. Può essere comodo acquistare uno di questi elettrodomestici anche per la propria casa. Consumare un estratto energizzante a colazione è un ottimo modo per affrontare al meglio la giornata e iniziare a rifornire il proprio organismo di micronutrienti (vitamine e sali minerali).

Iniziamo col fare chiarezza sul perché i succhi estratti da frutta e verdura rappresentano una valida scelta nutrizionale per integrare amminoacidi, enzimi, sali minerali e vitamine nella nostra dieta.

L’uso dell’estrattore consente di ricavare succhi vivi senza intaccare le proprietà dei prodotti inziali, fornendo un concentrato di nutrienti più facilmente e velocemente assimilabili. Mediante l’estrattore si possono consumare verdure crude, assicurando all’organismo un eccellente apporto di vitamine A, C, E K e acido folico, insieme a potassio, magnesio e modeste quantità di ferro e calcio. Attraverso la cottura alcune proprietà vengono perse, ad esempio vitamina C e acido folico presenti in cavoli, spinaci, rucola e molte altre verdure, sono termolabili, e col calore si disperdono. Inoltre, frutta e verdura intera contengono un elevato quantitativo di fibra, responsabile, in alcuni casi, del rallentamento dei processi di assorbimento di questi preziosi micronutrienti. Tuttavia, le fibre, nonostante non siano impiegate dall’organismo a scopo nutritivo, sono necessarie poiché offrono un supporto alla pulizia dell’intestino, modulano l’assorbimento di grassi, migliorano il transito intestinale e ne regolano le funzioni. Proprio per queste ragioni gli estratti non devono sostituire il consumo diretto di frutta e verdura fresca, in quanto verrebbe meno un’importante componente alimentare, ma devono essere integrati e offrire supporto ad un normale piano dietetico giornaliero. In linea di massima, per l’assorbimento dei principi attivi contenuti in un estratto si impiegano 10-15 minuti e vengono prontamente utilizzati nella rigenerazione cellulare di tessuti, ghiandole e organi. Ciò è vero specialmente per i micronutrienti contenuti nella verdura fresca, mentre enzimi, amminoacidi, vitamine e Sali provenienti dalla frutta svolgono perlopiù un’azione detergente che si esplica in maniera migliore se l’estratto non viene consumato durante i pasti, in particolare se a maggior contenuto di zuccheri semplici e amido. Se le funzioni nutritive e di idratazione sono le principali associate al consumo di succhi vivi dii frutta e verdura, a queste si affianca anche un’azione detossificante. È stato dimostrato infatti un miglioramento e una maggior efficienza dei processi di detossinazione: in particolare, gli estratti di verdure a foglia verde sembrano favorire i meccanismi spontanei di eliminazione delle tossine che avvengono a livello dei sistemi di escrezione di polmoni, rene, intestino e pori della pelle.

Differenze fra “estratti” e “centrifugati”

Si differenziano già dal punto di vista dei meccanismi di produzione, poiché i primi non sono altro che succhi derivanti dall’azione pressoria esercitata dal macchinario, mentre gli altri derivano da processi di centrifugazione. La diversità dei due procedimenti si riflette sulle proprietà fisiche e chimiche dei succhi ottenuti. L’estrattore allontana dalla frutta o verdura spremuta le fibre insolubili conservando le solubili, più facilmente digeribili dal nostro organismo, il succo viene quindi estratto a freddo, lentamente, riuscendo a conservare la gran parte di micronutrienti. La centrifuga, una volta azionata, sviluppa calore giungendo fino a 50° causando la perdita di enzimi termolabili, i quali possono resistere all’incirca fino a 40°, e di vitamine sensibili ad un aumento di temperatura come la vitamina A, C ed E. Inoltre, questo strumento è in grado di allontanare da tutti i tipi di ortaggi e frutta anche le fibre idrosolubili e in questo modo viene a mancare quel tipo di controllo svolto da questo particolare non-nutriente nella regolazione dell’assorbimento degli zuccheri, presenti in quantità modeste nella frutta e che in tal modo possono causare picchi glicemici.

Passiamo “alla pratica”: quali tipi di frutta e verdura è meglio impiegare nella preparazione dei nostri estratti? E in quale proporzione devono essere consumati questi due tipi di alimenti?

Vantaggi aggiuntivi che si ricavano dal consumo degli estratti si possono ottenere prediligendo l’utilizzo di verdura e frutta bio, garantendo così l’assenza di pesticidi, erbicidi e altre sostanze chimiche sulla buccia e una maggiore concentrazione di sostanze nutritive. Si consiglia sempre di servirsi di frutta e verdura di stagione, in quanto qualsiasi tipologia è più adatta per le condizioni ambientali e necessità del periodo in cui matura: le crucifere (broccoli, cavolfiori e verza), verdure invernali, hanno un elevato contenuto di antiossidanti e stimolano la secrezione di muco, importante sistema di difesa dell’organismo contro microbi più facilmente veicolati in questa stagione, ma anche zucca, barbabietole e carote, i quali contengono carotenoidi, fondamentali per la relativa azione protettiva svolta sul timo, ghiandola implicata nelle difese immunitarie; d’estate invece troviamo frutti ricchi di acqua, proprio per soddisfare il fabbisogno idrico giornaliero aumentato nei periodi di calura. Si consiglia inoltre di utilizzare nella preparazione degli estratti 2-3 tipi di verdure ed un frutto, così da evitare una concentrazione troppo elevata di zuccheri.

Alcuni esempi

  • Estratto di sedano, spinaci, cetriolo e carote:

3 gambi di sedano, 1 cetriolo, 1 mela, 1 rametto di prezzemolo e 10 foglie di spinaci, per un concentrato di molecole antiossidanti e ad effetto diuretico

  • Estratto di cetrioli, mela verde, zenzero:

10-12 foglie di spinaci, 1 cetriolo, 1 mela verde, 2 gambi di sedano, 3 rametti di rosmarino. 1\2 cucchiaino di succo di limone, 2-3 cm di zenzero.

In questo estratto si sommano le multiproprietà antinfiammatorie, detossificanti e di miglioramento delle funzionalità digestive dello zenzero, alle proprietà diuretiche, anticolesterolemizzanti, e di regolazione delle funzioni circolatorie della mela e delle altre verdure.

  • Estratto di pera, cavolo nero, zenzero:

2 pere, 2-3 cm di zenzero fresco, 3-4 foglie di cavolo nero garantiscono una funzione anti-tumorale e anti-invecchiamento

  • Estratto di ananas, spinaci e cavolo:

10-12 foglie di spinaci, una manciata di foglie di cavolo, 2 mele verdi, 4 foglioline di menta, 1 fetta (200gr) di ananas, i quali offrono notevole supporto alla diuresi e purificazione dell’organismo, svolgono un’azione protettiva contro i radicali liberi rallentando i processi di invecchiamento cellulare

  • Estratto di prezzemolo, mela e carote:

1 mazzo di prezzemolo fresco, 2 carote, 1 mela e 1 gambo di sedano per rinvigorire i tessuti del derma e al contempo stimolare i processi di detossinazione

  • Estratto di mela e cavolo rosso:

1 mela o pera, ¼ di cavolo rosso, 2-3 cm di zenzero, 100 ml acqua peer fare il carico di antociani presenti nel cavolo rosso, i quali offrono supporto alla funzione visiva e sono dotati di proprietà anti-aging.

Quando assumerli

È importante anche comprendere quale sia il momento migliore della giornata per assumerli: assolutamente approvati a colazione ma anche come alternativa nelle merende della mattina o pomeriggio, in quanto rappresentano un ottimo modo per integrare una giusta dose di vitamine e minerali; sconsigliatissimi invece come sostituti dei pasti principali, pranzo e cena, in quanto si rischia di incorrere in carenza di macronutrienti come proteine e grassi, ed hanno inoltre uno scarso potere saziante, suscitando senso di fame poco dopo averli ingeriti.

di Rolando Bolognino

Biologo Nutrizionista in campo oncologico e di prevenzione, esperto in alimentazione sportiva Professore a c. Master in "Scienze della Nutrizione e Dietetica Clinica" presso l'Università degli Studi di Roma Unitelma La Sapienza. Professore a c. Master in "Terapie Integrate nelle Patologie Oncologiche Femminili" presso l'universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Responsabile del servizio di Nutrizione Preventiva presso S.I.R.P. (Presidio di Prevenzione Oncologica), Roma. Istruttore Protocolli Mindfulness.


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